Sport all’aperto e animali aggressivi: come difendersi per runner e ciclisti.

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Molti runner e ciclisti che seguono il nostro sito, soprattutto coloro che abitualmente si allenano in campagna, si trovano ad affrontare il problema del randagismo o hanno comunque la probabilità incontrare cani poco amichevoli o addirittura aggressivi.
In tanti ci hanno chiesto qualche consiglio in merito, con questo articolo approfondiremo l’argomento e proveremo a dare risposte concrete.

Anzitutto cerchiamo di capire un po’ di più del comportamento e dei messaggi che ci mandano questi animali. Spesso, nella maggior parte dei casi un cane che insegue correndo e abbaiando ci sta dicendo qualcosa, per cui non lasciamoci prendere dall’allarmismo in quanto la minaccia, spesso, non si concretizza.

Cosa ci vuole dire un cane che ci insegue? Sicuramente segnala che c’è un problema come nel caso non siano state rispettate le giuste distanze dalla sua proprietà oppure vuole dire, più semplicemente, che c’è qualcosa lo irrita. I cani sono animali suscettibili per cui un cappellino, un caschetto, un paio di occhiali o altri accessori usati abitualmente da podisti e ciclisti possono destabilizzare un cane che non li vede spesso.

Dobbiamo considerare che l’apprendimento dell’animale si basa sulla consuetudine, il cane non ama elementi e situazioni nuove per cui anche il semplice passaggio da un vialetto vicino a casa dove di solito non transita nessuno è motivo di allerta.
Il cane, a prescindere dalla razza, non ama nemmeno “il diverso”; se questo vive tra individui caucasici diffiderà di persone con diverso colore e odore della pelle e verrà disturbato da gestualità e movimenti differenti perchè si discostano da quello che nella sua testa è consolidato come “normale”.

Un primo accorgimento è quello di stare più attenti negli allenamenti serali e la mattina presto perché l’animale tende a riposarsi durante le ore più calde e a rimandare le attività più dispendiose a livello energetico, proprio come la “caccia”, con il buio e il fresco.

Consigli pratici

Vediamo adesso qualche consiglio sull’atteggiamento da tenere se incontriamo un cane aggressivo, in molti casi seguire alcuni semplici accorgimenti può farci uscire indenni da situazioni delicate.

RALLENTARE E SMARCARSI!
Quando si incontra un cane minaccioso dobbiamo anzitutto rallentare fino a camminare. Mettersi a correre può essere interpretato come una preda che fugge eccitando ancora di più l’animale. Ancora peggio è tentare di “seminare” un cane correndo o pedalando più forte perché possono raggiungere velocità prossime ai 50 km/h e nella fuga possiamo incontrare terreni o pendenze che ci rallentano.
Se siamo in bicicletta non pedaliamo quando gli passiamo vicino perchè il movimento della gamba potrebbe stimolare l’attacco e se il cane ci minaccia scendiamo dalla bici e interponiamola tra noi e l’animale come fosse uno scudo, togliamo casco, occhiali e altri accessori.
Inoltre, se ci accorgiamo di aver invaso il suo territorio cerchiamo di ripristinare le giuste distanze percorrendo qualche passo indietro, prima senza voltarci e poi girandoci sul fianco; se l’aggressività diminuisce giriamoci completamente e allontaniamoci, ma sempre molto lentamente.

MANTENERE LA CALMA E UN ATTEGGIAMENTO NEUTRO.
Cani ed altri animali percepiscono la paura e questo segnale può far prendere più fiducia nel proprio attacco oppure può essere interpretato come minaccia. Non mostriamo paura e cerchiamo di restare, per quanto possibile, indifferenti e impassibili.
Questa “calma apparente” deve trasparire anche dal linguaggio del corpo per cui teniamo una postura eretta con la schiena dritta, testa alta e sguardo all’orizzonte. Teniamo le braccia dritte lungo i fianchi e i pugni chiusi per proteggere le dita, il cane potrebbe avvicinarsi parecchio, fino ad annusarci, senza però mordere.
Non fissate il cane negli occhi perchè per lui è un segnale di sfida, cerchiamo di guardare altrove tenendo comunque d’occhio la situazione. Se invece riteniamo che l’attacco sia imminente o inevitabile a quel punto, con la bicicletta posta a protezione tra noi e il cane, possiamo guardarlo con decisione rimanendo immobili, il cane registra che il soggetto non fugge ma si dispone a reagire.
Non facciamo movimenti bruschi e sforziamoci di mantenere la calma, in stato di agitazione il nostro corpo emette odori che il cane è in grado di percepire e può interpretare erroneamente.
Non sorridete al cane per imbonirlo perchè la vista della dentatura può essere percepita come un invito al combattimento.
Ricordiamoci che la maggior parte dei cani ha soggezione dell’uomo per cui un comando impartito con sicurezza come “Giu’!”o “A casa!” potrebbe ritardare l’attacco permettendoci di allontanarci lentamente.

TAGLIA E RAZZA
E’ noto che alcune razze sono particolarmente aggressive ma qualsiasi cane di medie e grandi dimensioni può essere pericoloso; non bisogna quindi ignorare i segnali di pericolo solo perchè si pensa che una certa razza sia innocua o simpatica.
Nella maggioranza dei casi se i cani sono di piccola/media taglia basta fermarsi, urlare e il problema è risolto.
Le razze da difesa sono ovviamente più pericolose mentre le razze da caccia, anche se randagie, attaccano molto raramente.
Il cane manda dei segnali che ci fanno capire la gravità della situazione: se per esempio un cane si avvicina tenendo la testa alta o bassa, probabilmente non ci attaccherà mentre un cane che tiene la testa orizzontale fa sul serio. Se il cane tiene un’andatura saltellante indica che vuole giocare e ci sta “studiando” mentre uno che corre in maniera regolare e costante è pericolosamente determinato.

IL BRANCO
Imbattersi in un branco è la circostanza più pericolosa. L’atteggiamento per uscire dalla situazione è quello di emulare il comportamento del capobranco ovvero tranquillo, equilibrato e sicuro di sé. Il capobranco non mostra mai paura e dobbiamo cercare di fare altrettanto.
Se la situazione si aggrava é meglio difendersi colpendoli agli occhi, naso e gambe piuttosto che affrontare un cane alla volta. In un branco i cani attaccano in gruppo e se credono di non potercela fare, se ne andranno in gruppo.
Non colpire un cane con le mani o con i calci perché con tutta probabilità verrai addentato agli arti, lanciare rocce e altri detriti può scoraggiare un branco di cani prima che un attacco cominci.

Difesa attiva.

E se la minaccia degenera in aggressione?
Se niente di quanto suggerito fosse bastato a calmare o dissuadere l’animale e questo continuasse a minacciarci, è il momento di utilizzare dei dissuasori.

I cani vengono spaventati dai rumori forti e per un primo livello di difesa può essere efficace un allarme sonoro ad alta frequenza.
Si tratta di un piccolo apparecchio molto comodo da portare durante gli allenamenti che si attiva semplicemente sganciando un perno. Emette un suono acuto e potente che arriva fino a 130 DB, utile anche per attirare l’attenzione della gente più distante e chiedere aiuto in caso di emergenza.
In alternativa può funzionare la classica trombetta da stadio o una bomboletta ad aria compressa.

Uno strumento estremamente efficace per scongiurare l’aggressione è la pistola al peperoncino. Una pistola al peperoncino ferma qualsiasi bestia feroce senza danneggiare la salute dell’animale. È assolutamente legale e assicura un effetto bloccante IMMEDIATO.

A differenza degli spray raggiunge la distanza di 3 metri che significa anzitutto avere una discreta distanza di sicurezza tra noi e il cane. Inoltre la pistola al peperoncino è molto più adatta per l’uso all’aperto perchè il colpo esce a forte velocità (180km/h) e non viene deviato o indebolito da agenti atmosferici come vento e pioggia. La particolare efficacia della MIDifendo GA3 è dovuta all’alta quantità di principio attivo irritante (non letale) di cui è composto il gel al peperoncino contenuto nelle cariche.

Se tutte le accortezze sono risultate inutili e l’attacco è inevitabile mantieni la calma ed estrai lentamente la tua pistola al peperoncino, il liquido raggiunge fino a tre metri generando una “rosa” che ti permetterà di colpire le parti sensibili del cane senza difficoltà, grazie alle forti esalazioni basterà un colpo per mettere in fuga l’animale.
Le pistole al peperoncino in vendita sul sito www.midifendo.it, e-commerce specializzato in strumenti di difesa per la persona e per la casa, sono di “libero porto” e in linea con tutti i requisiti di legge.

In caso di aggressione

Se nonostante tutte le precauzioni dovessimo subire un attacco possiamo adottare degli accorgimenti per limitare i danni ed evitare il peggio.
Per prima cosa bisogna coprirsi la gola che rappresenta il nostro punto più debole, se riusciamo a proteggere viso, torace e gola il cane potrà ferire parti del corpo che hanno la pelle più spessa.
Se il cane ci morde, non cerchiamo di aprirgli la bocca con le mani perchè rischieremo di farci mordere anche queste. Non dobbiamo nemmeno tirare per evitare che i tessuti si lacerino e si creino ferite aperte, inoltre il cane verrebbe incentivato a mantenere la presa perchè il movimento innesca il concetto di preda che, quando è ferma, risulta morta. Dobbiamo quindi tentare di rimanere fermi e adottare degli stratagemmi come togliersi la camicia o la giacca e fare in modo che il cane azzanni quello mentre tiriamo indietro l’altro braccio permettendoci di fuggire.

Se non riusciamo a sottrarci alla sua presa usiamo tutto il peso del corpo sull’animale, particolarmente con le ginocchia o i gomiti. Saliamo sull’animale e concentriamo la forza su gola e costole, sempre facendo attenzione a tenere il viso fuori dalla portata degli artigli e dei morsi. Sempre in situazioni estreme possiamo cercare di colpire il cane sul suo punto più debole, ovvero la punta del naso (il cosiddetto tartufo). Questo può essere sufficiente per stordirlo, magari disturbandolo ulteriormente tappandogli le narici.

Se il cane sta mordendo qualcun altro non dovete cercare di strappare via la vittima, provate a spaventarlo con un bastone o un diverso oggetto.
Se un cane ha addentato il collo di un altro animale o l’arto di un essere umano, afferrate il cane per le gambe posteriori e sollevatelo tenendolo in aria, in questo modo non può tirare e quindi lacerare la carne dell’aggredito causando maggiori danni.
Un altro espediente analogo è quello di coprirgli la testa con un panno o spruzzargli un forte getto di acqua o aria compressa.

Se non abbiamo avuto il tempo di usare prima la pistola al peperoncino estraiamola adesso, un colpo sparato distanza ridotta farà mollare istantaneamente la presa.

In queste situazioni è necessario chiedere rapidamente soccorso, oggi sono disponibili segnalatori GPS che si rivelano estremamente utili proprio in queste circostanze. Essi sono piccoli, leggeri e si possono portare in tasca o indossare con fasce senza  intralciare l’attività sportiva.
La caratteristica di questi strumenti è la possibilità di chiamare soccorso indicando allo stesso tempo la nostra posizione agendo semplicemente su un pulsante dell’apparecchio. Questa costituisce la soluzione perfetta per situazioni di panico o agitazione. Alcuni segnalatori consentono anche chiamate  dirette con numeri predefiniti.

Vogliamo ricordarvi che sul sito midifendo.it, azienda specializzata nella difesa della persona e della casa, sono stati creati dei pacchetti di prodotti pensati appositamente per la sicurezza di chi pratica runningciclismo e attività all’aperto come escursionismo.  

Vieni a scoprire tutte le soluzioni per la sicurezza della tua famiglia e della tua casa sul sito www.midifendo.it lo shop per l’autodifesa.

Ricordiamo che il numero verde 800.034.190 è sempre disponibile per informare tutte quelle persone che sono i cerca di una soluzione per difendersi in modo legale ed efficace.

2 CommentiLascia un commento

  • Grazie in quanto sono consigli molto utili. Ho gia usato la Vs pistola al capsicum contro cani aggressivi, con ottimi risultati. Buon lavoro.

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